Notizie storiche e statuto

Deputazioni di storia patria

– In Italia, la prima Deputazione di storia patria viene costituita in Piemonte con “Regio Brevetto” del 20 Aprile 1833.

– Nel 1883 viene creato l’Istituto Storico Italiano, alfine di coordinare l’attività delle Deputazioni e Società di storia patria esistenti, e di favorire la severa ricerca storica (RD 25 XI 1883, n. 1775).

– Nel 1934 viene fondata la Giunta Centrale di Studi Storici, per “coordinare l’attività delle Reali Deputazioni e Società di storia patria” (RDL 20 VII 1934, n° 1226; L 20 XII 1934, n° 21247.

– RD 20 VII 1935, n. 1176, art. 1: “Le Regie Deputazioni di storia patria sono organi periferici della Giunta Centrale di Studi Storici” – Le Deputazioni hanno “personalità giuridica” (art. 4) e “competenza regionale” (art. 1). Sono rette da un “Consiglio Direttivo”, nominato dal Capo dello Stato su proposta del Ministro per i Beni Culturali (art. 4); i “Deputati”, costituenti il “Consiglio Direttivo”, sono nominati, egualmente dal Capo dello Stato su proposta del Ministro (RD Il VII 1942, n° 948).

– DL 24 1 1947, n° 245: Restituzione di autonomia alle Deputazioni di storia patria, riconosciute dallo Stato anteriormente al 28 X 1922. (omissis…) art. 2: “Le Deputazioni, riconosciute dallo Stato anteriormente al 28 ottohre 1922, riacquistano la loro autonomia e sono rette dai rispettivi Statuti o Decreti di istituzione, vigenti alla data predetta”.


Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi

– Fondata all’Aquila il 26 settembre 1888, come “Società di storia patria ‘A.L. Antinori’ negli Abruzzi”.

– Elevata a rango di “Regia Deputazione di storia patria”, con Regio Decreto del 16 I 1910, n° 264.

– Approvato il relativo STATUTO, con Regio Decreto, contro-firmato dal Ministro della Pubblica Istruzione, On. Daneo.

– Aggiornato lo Statuto, ed approvato con Decreto del Presidente della Repubblica, On. Luigi Einaudi, controfirmato dal Ministro della P.I., On. Gonella “16 XI 1950.

– Nuovo statuto tuttora vigente approvato dall’Assemblea dell’8 novembre 2015 e validato dalla Prefettura il 24/02/2016 con la registrazione nell’albo delle persone giuridiche al n. 32.

Già, al momento della fondazione, è acclamato Socio Onorario e Benemerito lo stesso Ministro della Pubblica Istruzione, Paolo Boselli, che la rappresenterà in più di una manifestazione culturale internazionale. Fra i Soci, Collaboratori, Associati, troviamo, via via, Teodoro Mommsen, primo associato al Bollettino e Socio onorario, Ferdinando Gregorovius, Alessandro d’Ancona, Renier, Villari, Raffaele Cappelli, Francesco Savini, Giuseppe Rivera, Antonio De Nino, Giovanni Pansa. Intorno al 1890, collaborerà Felice Tocco col suo: I Fraticelli o poveri Eremiti di Celestino, secondo nuovi documenti; poco dopo, Paul Sabatier trova aiuto attivo da parte dei membri della Deputazione nelle sue ricerche relative alla Regola Francescana, mentre scruta nel prezioso fondo di Giovanni da Capestrano lasciato al patrio convento.

Nomi illustri entrarono ed operarono attivamente nell’ambito della Deputazione: Benedetto Croce – che ne sarà anche Presidente onorario e rappresentò la Deputazione in seno all’Istituto Storico Italiano – Filippo Masci, Nunzio Federigo Faraglia, Vincenzo de Bartholomaeis, Giulio de Petra, Vincenzo Balzano, Gennaro Finamore, G. M. Ferrari, Giuseppe de Blasiis. Intorno al 1911, aderiscono Vincenzo Federici, Enrico Carusi, Luigi Serra ed Ernesto Monaci, il quale ultimo scoprirà a Napoli il Laudario Aquilano e La Leggenda di Santa Caterina, di Buccio di Ranallo. Né i soli privati si fanno onore di aderire all’Istituzione, ma talune Amministrazioni dei centri principali della Regione, in spirito di superiore intesa e concordia, difficilmente riscontrabile in altri periodi della nostra storia. E il tempo in cui i deputati Calore, Masci e de Bartholomaeis richiamano l’attenzione del Ministero sulla necessità di togliere dal vergognoso abbandono la badia di San Clemente a Casauria. Verso il 1913 entreranno a far parte della Deputazione Carlo Cipolla, Mario Chini, e Michelangelo Schipa, mentre colui che sembra l’anima dell’Istituzione in questo momento, Vincenzo de Barthoìomaeis, va svolgendo intensa attività di reperimento di manoscritti presso archivi pubblici e privati, scoprendo, ad esempio, assieme a Pietro Fedele, un codice di prose e rime in volgare e darà inzio alla ricerca sul Teatro Abruzzese del Medioevo, che sarà poi edita dalla Deputazione.

Nel 1914 aderiscono F. Filomusi Guelfi e Gioacchino Volpe; nel 1918 Brasmo Percopo e Mauro Inguagnez. Nei successivi anni, Francesco d’Ovidio, P. Aniceto Chiappini, che tanta parte della sua attività di studioso dedicherà alla Deputazione. Nel 1921 si vedono associati Ettore Pais e Nicola Barone; nel 1922 Enrico Abbate, il prestigioso alpinista, autore delle guide del Gran Sasso e dell’Abruzzo. Ancora: Antonio Panella, Francesco Torraca, Giovanni Gentile. Nel 1924 diverrà socio Roberto Cessi, che già nel 1908 aveva collaborato al Bullettino col suo studio Notizie e documenti intorno al/a vita di San Giovanni da Capistrano ricercati negli archivi e nelle biblioteche di Padova. L’anno successivo saranno associati lo Schiaparelli, Costanzi e Roberto Almagià, e, poco appresso, Riccardo Filangieri de Candida e Gennaro M. Monti. Tra il 1927 e 1928 si fanno soci Calisse e Barbadoro; ed eletti deputati Gioacchino Volpe, che sarà, successivamente, presidente, e Vincenzo Costanzi. Nel 1931 vi è l’associazione di Leopoldo Cassese ed Amedeo Maìuri; nel 1933, di Ugo Rellini.

L’anno 1934 sembra momento cruciale per la nostra Deputazione: infatti, se da una parte sì vede l’associazione di Ruggero Moscati e la partecipazione attiva alle celebrazioni ufficiali, indette dallo Sudium di Catania, con la presenza di Giuseppe Paladino, dall’altra l’obbligo del giuramento di fedeltà al regime, imposto ai deputati della Deputazione, fa registrare l’allontanamento di Benedetto Croce.

Le vicende che seguirono, non potevano non riflettersi, sfavorevolmente, sulla vita e l’attività della Deputazione. Ma, passata la guerra, riorganizzata faticosamente la struttura dell’Istituzione, tenuta in vita, in qualche momento, per merito di alcuni benemeriti membri di essa, particolarmente Luigi e Vincenzo Rivera, Ugo Speranza, Gaetano Sabatini e P. Aniceto Chiappini, la Deputazione abruzzese di storia patria riprendeva a svolgere la sua insostituibile funzione di promozione culturale, con una sempre più vigile e vivace attenzione all’affinamento delle metodologie, per l’opportuno adeguamento della cultura storiografica regionale ai metodi rigorosi degli istituti culturali nazionali.

A partire dalla seconda metà degli Anni Settanta del Novecento la istituzione compiva ulteriori progressi, grazie alla oculata guida di un presidente “manager” quale è stato Pasquale Santucci supportato dal deputato Alessandro Clementi, e al raggiungimento di una accorta gestione amministrativa. Al “Bullettino” si affiancavano in breve tempo ben sette Collane editoriali tematiche, che hanno dato struttura organica alle pubblicazioni monografiche della Deputazione, in precedenza sporadiche o occasionali. Durante la presidenza di Gabriele Sartorelli, la Deputazione partecipa alle iniziative culturali e alle celebrazioni per il V centenario dell’introduzione della stampa in Abruzzo. Gli succede Alessandro Clementi (1985-1991) firmando numerose e importanti attività e realizzazioni, tra le quali il Convegno Nazionale sul tema “Storia Locale e storia nazionale”, celebrativo del primo centenario della Deputazione stessa.

Con la presidenza di Francesco Sabatini (1991-94) si allargava significativamente la base associativa, grazie ad una serie di ampliamenti dell’attività: alla consueta Assemblea annuale veniva aggiunta la serie periodica dei primaverili “Incontri dei Soci”, occasione di informazione e presentazione di iniziative di ricerca e di approfondimento storiografico; contemporaneamente, veniva varata la pubblicazione di una Newsletter semestrale per offrire aggiornamenti ed informazioni sulle attività in corso. All’inizio del nuovo Millennio veniva anche attivato questo Sito istituzionale sul web, potenziando ulteriormente la visibilità e l’operatività della struttura.

Il terremoto dell’aprile 2009, con le pesanti conseguenze anche per la sede e la operatività della Deputazione, è stato stimolo per una ancor maggiore attenzione al fine di prendere in carico le inevitabili difficoltà di ricerca degli studiosi; al sito istituzionale si è affiancato nel 2010 un portale di informazione e documentazione culturale includente indicizzazioni, bibliografie e la rilevante Base dati SISMAQ (raggiungibili da questo sito).


Statuto (Delib. Assemblea straord. 8/11/2015: registr. persone giudiriche Prefettura L’Aquila n. 32 del 24/02/2016)

Art. 1 – La Deputazione

La Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi [acronimo DASP – Deputazione Abruzzese di Storia Patria], con sede in l’Aquila, fondata nel 1888 quale Società di Storia Patria e nel 1910 elevata a Regia Deputazione (R. D. n. 264 del 16. 10. 1910), ha il compito di favorire e valorizzare gli studi storici regionali, principalmente attraverso la pubblicazione ed illustrazione di documenti riguardanti la storia della Regione nonché di quei territori che in passato ne fecero parte o ebbero rapporti con essa, e di coadiuvare gli studiosi fornendo servizi culturali anche mediante le nuove tecnologie.

Collabora – in Italia e all’estero – con tutti gli Enti, Associazioni, Istituzioni che perseguono gli stessi fini. Organizza in proprio Convegni e Mostre.

Riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è organicamente dipendente dalla Giunta Storica Nazionale.

E’ riconosciuta e sostenuta dalla Regione Abruzzo in forza delle Leggi regionali n. 19/1981, 112/96 e successive modificazioni.

La Deputazione non ha fini di lucro e provvede all’attuazione dei propri compiti istituzionali con i proventi che le derivano dalle quote sociali, da altri contributi di Enti pubblici e persone fisiche, e dall’eventuale parziale recupero delle spese sostenute per le pubblicazioni. La Deputazione ha durata illimitata.


Art. 2 – La compagine sociale

La compagine sociale è composta da Soci: Deputati, Ordinari, Corrispondenti, Onorari.
I Soci Deputati e Ordinari sono tenuti al pagamento di una quota sociale nella misura fissata dal Comitato Direttivo, che periodicamente può adeguarne l’importo annuale. Tali Soci, dopo tre anni di mancato pagamento della quota sociale, previa diffida, decadono dalla qualifica. Possono inoltre decadere per dimissioni, per radiazione allorché il socio commetta azioni o tenga comportamenti contrari alla legge o lesivi del buon nome della Deputazione.


Art. 3 – I Soci Deputati

I Soci Deputati, nel numero massimo di 25, costituiscono il Consiglio Scientifico della Istituzione; essi su designazione del Consiglio Direttivo ratificata dal Consiglio scientifico e dall’Assemblea dei Soci, sono nominati con Decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

I Soci Deputati che a motivo di età, salute, scelta personale o altri impedimenti non partecipano regolarmente alle riunioni del Comitato Scientifico sono considerati in soprannumero. I posti nel Consiglio Scientifico che dovessero rendersi in tal modo vacanti , possono essere assegnati dallo stesso Consiglio Scientifico ad altri Soci fino alla quota massima resasi disponibile.

I soci Deputati soprannumerari sono equiparati a tutti gli effetti a quelli di ruolo, e restano quindi titolari di tutti i diritti e doveri previsti dal presente Statuto tuttavia sono esentati dal pagamento della quota sociale.

Tutti i deputati hanno diritto a ricevere gratuitamente le pubblicazioni della Deputazione.


Art. 4 – I Soci Ordinari

Soci Ordinari sono studiosi e cultori della storia regionale che, su moduli appositamente predisposti, presentano motivata domanda di ammissione alla Deputazione dichiarando il rispetto del presente Statuto. Vengono ammessi dal Consiglio Direttivo su proposta del Consiglio Scientifico attraverso la sottoscrizione di almeno due Soci Deputati mallevadori.

I Soci Ordinari partecipano all’Assemblea ordinaria annuale, alle Assemblee straordinarie e hanno diritto a ricevere gratuitamente le pubblicazioni periodiche della Deputazione.


Art. 5 – I Soci Corrispondenti

Soci Corrispondenti sono fra i cultori della storia abruzzese, esterni al territorio regionale, che possano contribuire alle ricerche e pubblicazioni della Deputazione. Essi sono esenti da ogni forma di contributo associativo e riceveranno gratuitamente i volumi che conterranno le loro produzioni. La loro ammissione avviene con la nomina da parte del Consiglio Direttivo sentito il Consiglio Scientifico.


Art. 6 – I Soci Onorari

Soci Onorari sono scelti fra personalità italiane e straniere illustri nel campo degli studi storici. Sono eletti in Assemblea generale su proposta del Consiglio direttivo, convalidata dal Consiglio scientifico.

Soci Onorari ricevono in omaggio le pubblicazioni della Deputazione.


Art. 7 – Gli Organi della Deputazione

Sono Organi della Deputazione:

– L’Assemblea dei Soci
– Il Consiglio Direttivo
– Il Consiglio Scientifico
– Il Collegio dei Revisori


Art. 8 – L’Assemblea dei Soci

L’Assemblea ordinaria a cui partecipano con diritto di voto i Soci Deputati e Soci Ordinari, ha luogo una volta l’anno, in autunno, a L’Aquila o, su invito, in altra località della Regione o dei territori che in passato ne fecero parte o ebbero rapporti con essa. Provvede ad esprimersi sul Bilancio consuntivo dell’anno precedente, sulla Relazione morale dell’anno in corso e sul Bilancio preventivodell’anno seguente; si pronuncia inoltre sulle altre questioni ammesse al suo vaglio in base al presente Statuto.

L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto e dei Regolamenti da apportarsi sia per necessità interne all’Associazione sia per intervenute disposizioni legislative e regolamentari.

L’Assemblea ordinaria è convocata anche mediante strumenti informatici almeno una volta l’anno entro il mese di novembre. E’ valida in prima convocazione con la maggioranza semplice degli aventi diritto ed in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti. Non sono ammesse deleghe.

L’Assemblea delibera sempre a maggioranza semplice dei partecipanti al voto.


Art. 9 – Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è composto di cinque membri: il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario, il Tesoriere, un Consigliere, designati dall’Assemblea dei Soci esclusivamente tra i Soci Deputati e nominati con Decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Resta in carico per un triennio e tutti i suoi membri possono essere confermati.

Detta le linee programmatiche e predispone i bilanci della Deputazione da sottoporre al Collegio dei revisori e all’Assemblea dei Soci per l’approvazione. Alle scadenze previste provvede a rimettere alla Giunta storica nazionale, al competente Ministero e alla Regione Abruzzo, il Bilancio preventivo nonché, dopo l’approvazione dall’Assemblea dei Soci, il Bilancio consuntivo; e le Relazioni triennali previste dal competente Ministero. Stabilisce l’importo annuale delle quote sociali.

Si riunisce almeno sei volte l’anno su convocazione del Presidente.

Cura la pubblicazione e l’aggiornamento del sito web istituzionale.


Art. 10 – Consiglio Direttivo. Il Presidente

Il Presidente ha la rappresenta legale della Deputazione. Convoca e presiede il Consiglio Direttivo, il Consiglio Scientifico e l’Assemblea dei Soci. Cura l’esatta osservanza del presente Statuto, dei Regolamenti e delle Deliberazioni e, congiuntamente al Segretario, sottoscrive gli atti amministrativi dell’associazione. Dirige il “Bullettino” e soprintende ai lavori letterari e alle spese nonché – d’intesa con il Consiglio Direttivo – all’assunzione degli impiegati.


Art. 11 – Consiglio Direttivo. Il Vice Presidente

Il Vice Presidente, in assenza o impedimento del Presidente, ne assume le funzioni. In caso di necessità, in mancanza del Presidente e del Vice presidente il Consiglio direttivo può essere convocato e presieduto dal più anziano dei restanti membri il quale, sempre se necessario, provvede alla successiva convocazione dell’Assemblea dei Soci.


Art. 12 – Consiglio Direttivo. Il Segretario

Il Segretario compila i processi verbali del Consiglio Direttivo, del Consiglio Scientifico e delle Assemblee dei soci; tiene conto dell’Archivio storico e di quello corrente, conserva l’Albo dei Deputati e dei Soci apportandovi le eventuali variazioni; redige la Relazione annuale dei lavori degli Uffici e dei Servizi, cura la conservazione dei libri donati o comperati nonché il deposito delle pubblicazioni della Deputazione. Cura la spedizione degli inviti per le sedute degli Organismi associativi. D’intesa con il Presidente e il Tesoriere compila i Bilanci della Deputazione. Secondo le modalità e i termini previsti dalle vigenti disposizioni, provvede all’inoltro della documentazione su attività e bilanci della Deputazione alle istituzioni competenti.

In circostanza di assenza o impedimento le sue funzioni vengono assunte dal Consigliere.


Art. 13 – Consiglio Direttivo. Il Tesoriere

Il Tesoriere amministra i fondi sociali, riscuote e custodisce le somme che di volta in volta e a qualunque titolo pervengono alla Deputazione. Esegue i pagamenti con regolari mandati firmati dal Presidente e dal Segretario. Ha in custodia la mobilia e gli arredi di tutti gli Uffici della Deputazione. Il Tesorerie sorveglia perché non vengano effettuate spese incongrue o superiori alle previsioni di bilancio e alla effettiva disponibilità di cassa. Presiede alla stesura dei bilanci e ne propone i relativi assestamenti in corso d’opera e ne rende conto all’Assemblea dei Soci.


Art. 14 – Consiglio Direttivo. Il Consigliere

Il Consigliere partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo con diritto di voto. Può essere incaricato di mansioni di rappresentanza e di altre specifiche attività. In caso di assenza o di impedimento del Segretario ne surroga le funzioni.


Art. 15 – Il Consiglio Scientifico

Il Consiglio Scientifico è composto dai 25 Soci Deputati in carica, ivi compresi i membri del Consiglio Direttivo.

I posti che si rendessero vacanti verranno ricoperti con la nomina di nuovi Soci Deputati, secondo la procedura prevista dall’art. 3 del presente Statuto.

Il Consiglio Scientifico è presieduto e convocato dal Presidente del Consiglio Direttivo e si riunisce di norma in occasione delle riunioni del Consiglio Direttivo medesimo.

Il Consiglio Scientifico si occupa primieramente delle problematiche culturali dell’Associazione; esprime, in relazione al contenuto dei contributi presentati per la pubblicazione, la Commissione di Lettura che accerta con rigore la qualità e la correttezza degli stessi contributi nonché il rispetto delle norme redazionali.

E’ investito di altre mansioni secondo quanto previsto dal presente Statuto.


Art. 16 – I Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori è composto di tre membri, uno dei quali con funzioni di Presidente, scelti all’esterno del Consiglio Direttivo e del Consiglio Scientifico, tra Soci particolarmente competenti in materia amministrativa. Su iniziativa del Tesoriere, provvede all’esame dei Bilanci preventivo e consuntivo e delle relative documentazioni e relaziona all’Assemblea dei Soci in occasione dell’esame del Bilancio Consuntivo.


Art. 17 – Bullettino e Attività editoriale

La Deputazione provvede annualmente alla pubblicazione del Bullettino, organo ufficiale della Istituzione nel quale vengono accolti saggi storici, recensioni, cronache, relazioni, atti ufficiali. La Direzione del Bullettino è competenza del Presidente in qualità di legale rappresentante dell’Associazione, coadiuvato da un Socio Deputato con funzioni di Redattore. La collaborazione al Bullettinoè aperta a tutti i Soci e, su invito, a studiosi esterni, a giudizio del Direttore – sentito il Redattore – e della Commissione di lettura.

Il Consiglio Direttivo cura la pubblicazione cartacea e online di un Notiziario semestrale destinato a tutti i Soci.

La Deputazione, secondo le disponibilità di bilancio, alimenta le Collane editoriali previste per le pubblicazioni monografiche di maggiori dimensioni scelte ed approvate da parte della Commissione di lettura. Il Socio Redattore del Bullettino è responsabile del rispetto delle norme editoriali e cura le fasi di stampa.

Le pubblicazioni monografiche vengono diffuse da un Editore/Distributore che riconoscerà sul venduto un ristoro delle spese di stampa sostenute dalla Deputazione, secondo quanto previsto dal contratto di appalto del servizio.


Art. 18 – Incontro dei Soci

La Deputazione tiene di norma nella primavera di ogni anno, laddove le condizioni lo permettano, un Incontro dei soci nel corso del quale la base sociale presenta con brevi comunicazioni le singole attività di ricerca in corso. Degli argomenti trattati si conserva notizia, e quelli che – una volta ampliati e adeguati alle norme editoriali – i Soci proponenti intendono candidare per la pubblicazione, verranno sottoposti alla Commissione di lettura per il relativo esame.


Art. 19 – La Biblioteca e l’Archivio Storico

La Biblioteca specializzata “Anton Ludovico Antinori” della Deputazione raccoglie monografie e pubblicazioni periodiche di carattere storico internazionali, nazionali e regionali. E’ inserita nel Servizio Bibliotecario Nazionale e fornisce ai Soci ed all’utenza esterna tutti i servizi previsti dalle disposizioni vigenti e da un apposito Regolamento interno. Da essa dipende anche la gestione e l’aggiornamento del connesso Portale informatico di servizi culturali.

La Biblioteca è diretta da un Socio con specifica competenza professionale nelle discipline biblioteconomiche, scelto dal Consiglio Direttivo, cui relaziona periodicamente.

Il patrimonio librario, dei periodici ed informatico della Biblioteca si accresce per donazioni, scambi e – nei limiti delle disponibilità di bilancio – anche per acquisto.


Art. 20 – Il Patrimonio

Il Patrimonio della Deputazione è costituito dalle attrezzature, mobilio, arredi, patrimonio librario, mezzi e supporti informatici della Biblioteca, Archivio storico ed altri beni mobili ed immobili che vengano acquisiti ed inventariati per dono o per acquisto.


Norme finali e transitorie

Il Presente Statuto sostituisce in ogni sua parte il precedente, emanato con D. M. n. 1179 del 16.11.1950.

Il Comitato Direttivo provvederà entro il 1° Anno sociale dall’approvazione definitiva del Presente Statuto ad elaborare e sottoporre all’Assemblea un Regolamento sulle modalità di funzionamento dell’Associazione.

Per quanto non specificatamente espresso valgono le norme del vigente Codice Civile e delle Leggi in materia.

Il presente Statuto verrà aggiornato qualora i sovraordinati e competenti livelli nazionali (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Giunta Storica Nazionale) dovessero emanare disposizioni tese ad uniformare gli Statuti delle Deputazioni di Storia Patria e delle Società Storiche italiane riconosciute.