Giancristofaro Prof.ssa Lia

Lia Giancristofaro, 1970, è DEA in Etnologia e Storia presso École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS, Parigi) e PhD in Lingua e Letteratura delle regioni italiane presso l’Università di Chieti-Pescara, dove dal 2016 è professoressa associata di Antropologia culturale.

Dal 2000 dirige la Rivista Abruzzese. Si occupa di storia degli studi demo-etno-antropologici dall’evoluzionismo ai nostri giorni. Analizza il metodo proto-etnografico di Gennaro Finamore (2024); il verismo letterario di Giovanni Verga come forma pioneristica di scrittura antropologica (2022, 2005); la poetica del conflitto etnico e generazionale in John Fante (2020, 2025); l’opera di Alfonso M. di Nola tra storia delle religioni ed etnografia (2018, 2025); il lavoro di Emiliano Giancristofaro tra demo-etno-antropologia e ambientalismo (2023). Esamina opere di Christian Bromberger (2019) e Marshall Sahlins (2021). Cerca di individuare spazi produttivi da cui ripensare l’antropologia italiana per superare i rischi della sua “tripartizione” (Populisme et polarisation, 2020; Osservazioni sul folklore per una teoria della cultura e delle istituzioni politiche, 2020).

Fa ricerche sul terreno in Belgio, Francia, Italia, Albania, Canada e Argentina, da cui ricava monografie e articoli di antropologia economica e dell’alimentazione pubblicate in Italia e all’estero (Tomato Day, 2013; Economía popular, 2025), di antropologia storica e religiosa (Cocullo, 2018; Formes de possession en Italie centrale, 2021), di tanatologia (Fragmentos indigestos, 2020; Baby Donato, 2022), di antropologia della marginalità (Vivo nell’ombra, 2024; Margini accademici, 2025; Gender-based Oppression, 2025).

Grazie a finanziamenti europei ottenuti tramite bandi competitivi, studia l’uso di categorie parentali nel mondo giovanile albanese (Ethos e amicizia maschile a Tirana, 2024) e feste e carnevali al centro di conflitti sociali in Belgio (Le Carnaval d’Alost, 2020) e in Italia (Le tradizioni al tempo di Facebook, 2018; An Innocent Catharsis, 2024). Si occupa dei processi di patrimonializzazione in modo collaborativo e critico: esplora il funzionamento generale della Convenzione UNESCO sul patrimonio immateriale e scrive con V. Zingari nel 2020 il manuale Patrimonio immateriale e società civile; esamina problemi di spossessamento culturale (Rifacimenti realisti e problemi di copyright, 2018); discute il lavoro degli antropologi nelle organizzazioni politiche (Le Nazioni Unite e l’antropologia, con Colajanni e Sacco, 2020), nei musei (Patrimonio in comunicazione, con Broccolini e Clemente, 2021) e nell’ambientalismo (Infrastrutture, 2024). Problematizza il posizionamento dello studioso nei processi di patrimonializzazione (Organizzazione del nuovo potere carnascialesco, 2017; Public funding the sponsoring of ‘authenticity’: ethical guidelines, 2017; Le rievocazioni storiche sono “buone da pensare”?, 2025). Interpreta gli identitarismi europei come indice di “regressione patrimoniale”, anticipando l’innovativa teoria francese della “de-patrimonializzazione” (La régression du patrimoine, con Fournier, 2020).

Partecipa a progetti di ricerca nazionali (PRIN). Membro dell’équipe internazionale di ricerca EURETHNO – Ethnologie et Historiographie Européenne (Consiglio d’Europa, Université Aix-Marseille, “Paul Valery” Montpellier, “Sophia Antipolis” Nice). Coordina il progetto di alta formazione Abruzzo Musica (Università di Chieti-Pescara). Visiting professor in Albania (European University of Tirana), Polonia (Jagiellonian University in Kraków) e due volte in Francia (Université Aix-Marseille e Université de Nice “Sophia Antipolis”). Valuta il SSD M-DEA/01 nell’ambito della VQR 2010-2014. Eletta nei Direttivi SIAA e SIMBDEA. Membro del Collegio di Dottorato in Business and Behavioural Sciences (Università di Chieti-Pescara) e del Collegio di Dottorato in Studi Storici (Università di Teramo).